venerdì, 08 dicembre 2006, ore 23:16

 

"Noi non viviamo per noi stessi. Tu vedi in me la cosa più vile, e lo sono davvero.Ma Lui che ama le cose più modeste, mi versa il Suo olio sul capo. Dice di avermi dato una corona che nessuno potrà strapparmi" (W.B.)

 

A Te che sei così importante per me

 

Non esistono Vuoti meno importanti

Il Tuo cielo è solo apparentemente perduto.

Arrivano l'immagine e la sostanza a riempire l'ellisse vuoto,

E tu di conseguenza

Sei parte di un Universo lontano, ma confinante.

E sorridi a Tua madre

Il viso illumina dei suoi occhi irripetibili.

Domani traccia una linea

Ti tira un muro a ghigliottina

E io ti ho adesso

E Tu piccola

(di colpo al di là del muro, metafisica)

.

Momento svanito

.

.

Fararden
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lunedì, 27 novembre 2006, ore 19:38

 

 

Ricordo i sorrisi

Pozze di ghiaccio nel Cielo azzurro

Ho pensato a Dio

MIO

(l'acqua, un piccolo tremolio)

Il Tuo viso è la via verso il Tramonto

I Tuoi capelli il Cielo azzurro

I Tuoi disegni i colori

La Mia Poesia i Tuoi Occhi

Il Mio Cuore un uomo

Il Tuo una donna

Le Nostre mani tese.

La Notte schizzata d'oro

Ed è poco più alto di Noi il Cielo

Questo è per Te

Le Mie stelle frizzantine e quelle d'argento

Guardami respirare , la bellezza non ha parole

Fararden
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martedì, 14 novembre 2006, ore 22:52

Risveglio

PIANO

 

Aprono gli occhi fino a metà.

Come grattarsi il capo

Con opaca vestaglia notturna

A rimembrare l'appartenenza rincorsa.

Senza parole,

Non sono Morti

Nonostante i discorsi.

"E allora quando voglio..."    E ALLORA QUANDO VOGLIO...???

Concedeteci frasi

Vergine

.

.

.

Le delicate venature celesti.

Ho caricato l'orologio del Sole

Cammino in dolce deserto.

Non sai dove potrai trovarti

In quale momento di Notte, le lucine mi conoscono

Fai carezze al tuo Cuore

Fararden
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martedì, 07 novembre 2006, ore 20:59

POZZE

 

Apatico come un tuorlo che fa vomitare

E la nausea crea crateri di fango verdastro

Cogline l'acqua che c'è dentro.

Fottere con una.

Fisico longilineo. Seno giusto

Fare giri nelle sue intimità

Due seni comunque illuminati.

.

Più scendi più il pannello da celeste si fa Nero e viene assorbito

I tuoi occhi di Vetro

Color Vino bianco

nei quali scorrono le immagini di filmini girati tanti anni fa,

magari di vestitini fucsia e dei sorrisi che competevano al Sole

Correre sui tetti dell'ellissoide

.

La parte marrone delle ghiande mangiucchiata dagli scoiattoli

Fararden
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giovedì, 26 ottobre 2006, ore 11:26

Imparare ai bambini ad annusar corteccia

"Annusar corteccia" di Marco Imbrogno (Fararden)

Casa editrice "Montedit"

In copertina "Riflesso di vuoto" di Stefano Renzi

(Copie omaggio per i blogger)

Introduzione

Invito i lettori a ragionare per astrazione, a cercare di pensare all'opera d'ingegno creata da una persona come a una sorta di "puzzle", dove ogni singolo pezzo rappresenta un valore fondante dell'opera artistica: ci sarà il tassello legato alla personalità, quello legato ai valori, uno alle influenze, uno all'immaginazione e a seguito molti altri. Il corretto incastro di tali pezzi e la capacità di saper osservare le cose da un'adeguata distanza ci permettono di godere a pieno della capacità creativa di un artista.
Il "puzzle" che avete in mano è opera di Marco Imbrogno.
Ogni poesia di questo volume racchiude in sé l'influsso che alcuni autori appartenenti al mondo dell'arte (intesa nel senso più generico della parola) hanno avuto su questo giovane aspirante poeta: si va dalle opere surrealiste di Salvador Dali e Federico Garcia Lorca, passando per la poesia simbolista di Rimbaud fino ad arrivare ai versi dionisiaci Di Jim "re lucertola" Morrison.
Ma, come detto, questi rappresentano solo alcuni frammenti di un elaborato, al quale bisogna aggiungere valori che sono costitutivi dell'essere di questo autore come l'amicizia, l'amore e la famiglia.
Questi componimenti hanno la capacità di creare delle immagini nella mente dei lettori, di trasportarli in un'altra dimensione costituita da un'amalgamarsi di colori, suoni, visioni. Quella che qui viene descritta non è altro che la realtà, una realtà personale, una realtà carica di vita, di rabbia, di gioia e passione, una realtà che supera i confini del tempo e dello spazio per penetrare con tutta forza nell' animo del lettore che è disposto ad aprire le proprie porte della percezione ed entrare a far parte di quel disegno mistico di coincidenze che è la vita.
 

Stefano Renzi

Fararden
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lunedì, 16 ottobre 2006, ore 17:37

smell the flowers, while you can

  

Ne senti rumore o che ne veda

Dal senso nasce la vita.

Bellezze afroamericane.

Vuoto del suono

Incanalature di aria pulita

Lo sguardo totalmente nuovo (ogni volta)

Gli uomini fluiscono in masse

Possono conoscere la direzione

Fà mito.

Un senso

Perchè arancione il tramonto assorbito dal Cuore

Un senso

Per l' aria piena

Un senso

Le cose non mutano

Un senso

Le essenze riformano corpi e dunque presenze

Gli occhiali ribelli

E i capelli biondi volano al treno

Sporgersi dai balconi.

S' aprono al dialogo come un sacro diritto

Scivolano in tubi trasparenti

(Spiego movimenti semi-autonomi).

L'arte di mani magre

La testa china di lato.

Ho bisogno di Te

Mentre si volta pagina

Il miracolo

Fararden
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martedì, 03 ottobre 2006, ore 22:43

Il Viola e le Sue pieghe

 

Il Viola e le Sue pieghe

La luce tenue

Si riposa sui fianchi.

Ho bagnato il mio cuore

Sotto il Cielo

Carezzo l' Amore.

Ne fa un nido, Lei.

La Notte è un nero lenzuolo

Fararden
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domenica, 17 settembre 2006, ore 23:02

UN VERO DRAMMA

 

Scalino d'aria

.

.......Davanzali sporgenti

.......Marmo bianco

.

Nere onde schiumate

Il cielo a un metro dalla testa

Sapete il Cielo, Nero

Ho indicato un sasso sferico

Di tutto.............................................................un eterno, un eterno

Di tutto.............................................................un eterno

Le nubi sul tramonto

Vengono un pò di persone, in fila per due

CHISSA' L'AMORE

CHISSA' L'AMORE

Il tempo per  stare con noi l'hai avuto, bye

Un vero dramma.

Una sostanza poco liquida supera la montagna

Giace in teschio.

La Vita è il Sole quando è altissimo.

Immaginate la morte come una linea,

Ho messo un piede fuori dal tappeto

Fararden
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venerdì, 01 settembre 2006, ore 20:23

essenziale

la profondità segnata da alghe

            .

             .

            .

            .

il sole non protagonista

essere

    .

       .

      .

    .

eterne rocce sotterranee

Fararden
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sabato, 05 agosto 2006, ore 12:15

ARGENTO

 

In uno squallido bagno questo ciccione calvo e perverso

Bianco come lo sperma.

Si, poi lui, lui coi tratti tipici orientali, nervosi i suoi capelli si agitano

Stupido, stupido.

Faresti bene a stare in silenzio certe volte.

........................................................................L'acqua risale le scale

"Go off"

Strano questo suo desiderio.

Pareti laterali ci oscurano.

 

Ho creato vita,al risveglio

Non puoi essere felice, senza una lama nel cuore,

 

Questa fiamma letale, questa fiamma , guarda e resisti

Arrivata al cervello

Un occhio e il Cielo

Fararden
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